domenica 17 giugno 2012

Doveva succedere. Prima o poi.


Le cinque e venti. Il cielo è già chiaro e darei qualunque cosa per una botta in testa. Resto sdraiata due ore col cervello in fermento. 




Poi, finalmente, la sveglia suona, mi alzo e fine della sofferenza.
Oggi si va in acqua col Primo Maestro. Sono contenta. Che il Primo Amore non si scorda mai.
E si parte dalla Foce. Di nuovo, sono contenta. Che quando le giornate sono perfette, come oggi, più sto in mare meglio è.
Il mare è piatto e blu. L’orizzonte si staglia netto e io sorrido così fissa che se fossi in moto avrei i denti pieni di moscerini.
“Omonero, guarda! In acqua è pieno di galline!”
“Non sono galline.”


Arriviamo al punto di ormeggio: Cristo degli Abissi. Evabbè. Ma questa volta, ci spiega Primo Maestro durante il briefing, entriamo nella grotta.
Nella grotta? E io, che nella vita terricola sono allergica ad ogni regola ma in acqua divento ligia, diligente, rigorosa (cacasotto?), mi domando: ma ci possiamo andare, noi, nella grotta?
Decido che mi fido.
Mentre ci vestiamo, l’Omonero:
“Guarda! Sulla parete c’è una capra!”
“Ma piant… uh cazzo: è vero!” 
Se ne sta lì, immobile, sulla parete perfettamente verticale. Mi viene da chiedermi se abbia le ventose sotto gli zoccoli.

Tredueuno giù!
Oh, finalmente non c’è nebbia.

Nella grotta si entra due alla volta. Io e l’Omonero abbiamo l’onore di entrare per primi. Scivolo dentro, la torcia stretta nella destra. Mi raddrizzo, resto ferma a guardarmi intorno. Rompo le palle a qualche pescetto, ma non c’è molto da vedere. Però è la mia prima grotta. E qui, sospesa nel gorgoglio del mio respiro, mi sento in pace.



Ma è il turno di quelli dopo, bisogna uscire. Uff. Appena fuori, ci sorprende lo spettacolo di una bellissima medusa. Spose di mare, si chiamano in farsi. Che meraviglia poter osservare la loro danza senza fuggire terrorizzati.
Proseguiamo lungo la parete. Un pescione rilascia una nube lattiginosa. Ma che fa? Poi ce lo chiedo agli amichetti del forum. Anzi forse è meglio di no.


Esploriamo meticolosi, ficcando il naso e le torce nei pertugi e troviamo:

  • ricci con i capelli lunghi e ricci brizzolati;
  • corallo rosso;
  • un’aragostina neonata;
  • stelle intere e stelle monche;
  • due nudibranchi blu che… ups!

Faccio all’Omonero il tipico segnale subacqueo che significa “questi trombano!”
Lui risponde “Eh!”
Togliamo il disturbo.
Dietro front tra nuvole di castagnole piccole, ma non più blu, salpe e saraghi.
Un saluto al Cristo faccia a faccia, si risale.
In sosta sono un po’ a disagio.
Mi arrampico sul gommone, mi libero di ogni zavorra e impiccio e mi siedo. Caldo maiale.
In più…Mmm.
“Ci siamo tutti?” urla il barcarolo.
“No, ne manca uno.
“E dov’è?”
“Dieci minuti di deco”.
Non dico niente. Semplicemente, faccio due conti.
Dieci minuti. Più cinquanta di navigazione.
Non se ne parla.
Mi alzo. Senza esitazione, mi lancio in acqua e...
E sì, ‘fanculo!
Ho fatto pipì nella muta!









4 commenti:

Peek-a-booK! ha detto...

Ehehehehehehe! :D

Valentina
www.peekabook.it

Omonero ha detto...

Bambina filosofica o.... capretta pisciona?

abissonauta ha detto...

SGRUNT!

Omonero ha detto...

<3 <3 <3