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sabato 22 febbraio 2014

La capra

Oggi per la prima volta mi sono innamorata.
Oggi per la prima volta mi sono innamorata di una donna.

Bar della stazione. Ho cinque minuti prima che il treno parta, il tempo di un caffè trangugiato. Lei è in coda alla cassa davanti a me, per mano ha un bambino sugli otto anni. Si volta per raggiungere il bancone. La pelle scura, gli occhi distanti da capra e verdi come muschio su un albero.
Mi regala un sorriso che così non mi ha sorriso nessuno, mai.
Ordina due cappucci al barista, li posa poi su un tavolino brutto e si siede, col bambino, a fare colazione.
“Un caffè,” dico io, belando. Verso lo zucchero di canna, e granelli d’oro si spargono sul bancone. Mi giro, lei mi sta guardando e di nuovo mi sorride in quel modo. Dio.
È tardi. Butto giù il caffè senza neanche sentirne il sapore, esco dal bar e, mentre scendo le scale, un brivido lento mi sale lungo le gambe, lungo la schiena, come un insetto pigro.
Avrei voluto baciarla. Stringerla. Portarla via con me.
Ma è andata. Io sono andata. Arrivederci, mia bella.



giovedì 31 maggio 2012

Urla nella notte


Lavoro tutto il giorno. O, almeno, ci provo: mi distraggo facile, mi sorprendo col naso per aria e la mente che viaggia. Ma riesco comunque ad arrivare in fondo alla giornata con qualche prodotto decente, con le richieste soddisfatte.
Quando esco di qui, letteralmente corro a casa, salto gli scalini a due a due (fino al terzo piano, poi mi scoppia un polmone e rallento), accendo il pc mentre mi spoglio, inserisco la password mentre infilo la maglietta IO TIFO  BOLOGNA, poso il culo tondo sulla sedia e mi prendo cura di Lei per ore. 



I gatti si sentono dimenticati e tentano di distruggermi la porta. 
Non capitolo, metto a tacere cuordimammagatta e nutro la Creatura. 
Che da ameba è diventata tumore, con una quantità inconcepibile di metastasi. 
E che da Creatura è diventata Esperimento. 
Comunque cresce e, contrariamente ai gatti, non avrebbe ragione di sentirsi trascurata. 
Eppure.



Verso l'una crollo, mi trascino esausta a letto, mi addormento all'istante. Per qualche ora va tutto bene, dormo, sogno poco (balene, in genere; vai a capire).



Poi mi sveglio: come punta, salto per aria; la Creatura esige, pretende, urla, spinge. 
Non le bastano il tempo e l'energia che le dedico, mai. 



Ed è pure stronza: lascio sempre il mio quadernetto azzurro sul comodino, provo a fissare le idee per sommi capi scrivendo qualche appunto; macché, niente, lei continua a gridare ed io mi devo alzare ed accudirla e rincuorarla, farle capire che ci sono, che non mi sono arresa, che non mi arrenderò.


Sono stravolta.
Ma non so quant' era che non mi sentivo così viva.

“Le cose che vado scrivendo qui potrebbero essere roba di poco conto; e io quindi non essere in grado di dare alla luce niente di grande, di importante. Ma dietro queste osservazioni di poco conto si celano grandi, vaste prospettive”.
["Pensieri diversi" di Ludwig Wittgenstein]


giovedì 10 maggio 2012

OCCHI ACCESI

Meganoidi - Welcome in disagio 

non ritornerò mai più in quella stanza vuota
le pareti mi hanno tolto ogni sorso d'aria
non riesco più a nascondermi dalla mia fame
voglio ritrovare un'anima per la mia carne

penso che scriverò senza più i margini
quando rileggerò troverò soltanto i sogni più lucenti e limpidi

partirò gridando la mia voce non la sento
viaggerò sfidando e sconfiggendo il tormento
navigo la notte occhi accesi e faro spento
si festeggia la mia vita perché non mi pento
                                                perché non mi pento

ora riesco a farmi amare senza farmi male
le pareti sono trasparenti e vedo il mare
no non voglio più nascondere le mie mani
ora voglio raccontarmi solo con gli sguardi

penso che scriverò senza più i margini
ora che sono qui varcherò i confini più lontani e  invalicabili

partirò gridando la mia voce non la sento
viaggerò sfidando e sconfiggendo il tormento
navigo la notte occhi accesi e faro spento
si festeggia la mia vita perché non mi pento
                                                perché non mi pento 


sabato 21 aprile 2012

Nomen omen

Valentina      Serena         Maria.
Così mi hanno chiamato. A me!
Frenetica      Irrequieta     Tuttomenochesanta.


Questo mondodimmerda mi ha insegnato a placare l'inquietudine con lo shopping.
Così, stamattina, che mi sembra di avere un gatto vivo e incazzato nella pancia, ho fatto acquisti:





Funzionerà?


venerdì 20 aprile 2012

Darsi Guariti


Venerdì.
Finalmente il sole.
La vetrina del fruttarolo mi tenta con un cestino di fragoline di bosco.
Uuuhhhh.


Perchè resistere, mi chiedo.
I Crystal Castles a palla, mano sinistra sul volante, mano destra nelle fragole, sfreccio verso Nuovo Recinto.


 Le fragole erano STREGATE: sembra proprio un'ottima giornata.



Arriva il Coglione. Merda, ma di venerdì? Pericolosissimo. Si trascina dietro il suo Ultimo Schiavo, lingua penzoloni, sguardo adorante. Che pena.
Penso a Gèc finalmente libero, penso a com'era bello l'altra sera.
Penso a Gèc che, finalmente, beato lui, si è dato guarito.

Avrete sentito di gente che si dà malata. Voi stessi vi sarete dati malati, qualche volta. Ma avete mai pensato di darvi guariti?

La cosa andrebbe così. Una volta avuto il principale in linea, direste:

Ascolti, sono stato male fin da quando ho cominciato a lavorare lì, ma oggi sto bene e quindi non intendo venirci più.

Darsi guariti.

Tom Robbins, Il Nuovo Sesso: Cow girl 







martedì 17 aprile 2012

Truciolo è alla mia porta!



Quando ero piccola (ma piccolapiccola, eh) ero follemente innamorata di TRUCIOLO.
Truciolo, sì, Enzo Avallone, il ballerino di Heather Parisi. Quello che cantava Ti chiami Africa.


http://www.youtube.com/watch?v=5htB-1HFxH4&feature=related


Non ho ancora capito
che donna sei tu
voli altissimi
e tuffi profondi
nel mare
una rondine nel blu
dopo un po' ti butti giù
c'e' una grande confusione
dentro te
tu che
ti chiami Africa

occhi di cielo
dell' Africa
cuore di sale
dell' Africa
stare lontani
e' mal d'Africa
tu sei tanto giovane
ma non sei mica un giocattolo
io d'ora in poi faro' crescere
quella tua briciola
d'anima
esplorare il tuo corpo
cercare su te
le sorgenti del Nilo
le piene d'amore
e il deserto fiorira'
il deserto fiorira'
tu sarai la rosa
dei pensieri miei
perchè
ti chiami Africa


(sto lacrimando)


Ero innamorata, dicevo. E OGNI VOLTA che suonavano alla porta speravo fosse LUI, TRUCIOLO, venuto a prendermi e portarmi via, cavallo bianco e calzamaglia a righe.
Ecco. Oggi, nonostante l'ennesima giornata avvilente a Nuovo Recinto, per un attimo sono tornata bambina e Truciolo è venuto a rapirmi...


http://www.sandronedazieri.it/la-linea-del-tempo/


venerdì 16 aprile 2010

Villanella di Cenerentola


Chi nasce annuda e chi nasce 'ncammisa.
I' ca nascette annuda e senza niente,
aspetto ca pe' me cagna lu viento.
Chi nasce cane e chi nascette gatta.
I' ca nascette gatta e no canillo,
aspetto 'e m''o 'ncappa' nu suricillo.
Chi 'a tene 'argiento e chi la tene d'oro
la cajulella pe' 'ncappa' 'o palummo,
e forse io sola 'a tenarraggio 'e chiummo.
Chi nasce 'ncunia e chi nasce martiello.
Si 'stu martiello 'ncasa e nun m'apprezza,
pure vene lu juorno ca se spezza.
Chi nasce janco e chi niro gravone.
I' mò gravone so' ma te n'adduone,
lu juorno ca m'appicciarraggio bbuono.