giovedì 7 febbraio 2013

Le virtù per la democrazia

Antidemocratica io? Neanche per idea.



(...) L'uguaglianza è una condizione onnipervasiva della democrazia. Senza uguaglianza di mezzi materiali e intellettuali, la libertà cambia natura e la democrazia si trasforma in maschera dell'oligarchia, cioè del regime del privilegio di pochi, non necessariamente i migliori, a danno dei molti, non necessariamente i peggiori, ma certamente i più deboli. Cioè: la democrazia, che dovrebbe essere il regime che bandisce tra gli esseri umani l' uso della forza, si rovescia nel suo contrario, cioè nel regime basato sullo squilibrio della forza.

Mai come in questo momento della vita della nostra società constatiamo tanta iniquità nella distribuzione dei beni materiali, delle conoscenze e delle risorse intellettuali. La critica antidemocratica ha sempre sottolineato il rischio della massificazione, dell' appiattimento verso il basso. Ma qui, ora, si prefigura un incubo diverso: il gregge esposto e ignaro, guidato da pochi pastori, cioè da gente che - come diceva Trasimaco - solo l' ingenuo Socrate poteva credere avesse a cuore il bene delle sue pecore, piuttosto che il proprio interesse.
Una politica per l' uguaglianza: ecco ciò di cui ci sarebbe bisogno e non si vede in giro, nemmeno a sinistra.

Di fronte all' involuzione in atto, suonano profetiche le parole di Bobbio che, all' ottimismo dei padri, oppone la necessità di essere "democratici in allarme".
Bisogna prendere sul serio quanto Bobbio stesso dice della democrazia. Dice che non è un dato di fatto, un "cammino fatale" che si possa percorrere con facile fiducia. No. La democrazia è una meta, anzi "la meta più alta", che richiede molto impegno e molte rinunce e non può vivere senza un ethos adeguato.

Abbiamo pensato che la democrazia sia un regime naturale, al quale tutti, purché non coartati da qualche dittatore, si sarebbero orientati spontaneamente. Ricorda il discorso di Montesquieu sulla "molla della politica"? La molla che fa funzionare il dispotismo, per esempio, è la paura; il potere dei privilegiati, l' invidia (finché dura e non si trasforma in rabbia). 
Per la democrazia, che è il regime di tutti, occorre una "virtù" particolare, fatta di serietà e sobrietà negli stili di vita, di stima reciproca, di spirito d' uguaglianza, di rifiuto del privilegio e rispetto del diritto, di cura per le cose pubbliche che, essendo di tutti, non possono essere preda di nessuno in particolare. 

Potrei continuare e sarebbe un elenco che ci farebbe venire i brividi, per quanto lontani siamo dall' avere consolidato quella molla ideale. L' atteggiamento etico che è stato diffuso dappertutto e con tutti i mezzi, in questi decenni, è l' esatto contrario di tutto ciò. E ci stupiamo se avvertiamo la democrazia scricchiolare?

I nemici della democrazia sanno che la prima battaglia per combatterla si svolge nei convincimenti e negli stili di vita che essi promuovono. Gli amici della democrazia dovrebbero fare altrettanto, sul versante opposto.

Gustavo Zagrebelsky, 2009

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi piacerebbe capire in quale parte del tempo e dello spazio-mondo esiste, o mai è esistita, una politica per l'uguaglianza. Io vedo solo democrazie più o meno antidemocratiche, perchè l'uomo NON è democratico. Solo orti da annaffiare, anche se a volte a fin di bene. Diverso è il concetto dell'etica, ma l'etica è metafisica. E' una bella gabbia, di cui solo noi abbiamo la chiave, in cui ci rinchiudiamo per varie ragioni: per istinto naturale, per condizionamenti, per snobismo, per paura, per rivalsa. A guardare indietro, ai secoli passati, ci si rende conto che le cose sono cambiate ben poco: continuano ad esistere sopraffatori e sopraffatti, solo con altre tecniche, meno violente, più sottili e subdole ma altrettando maleodoranti. E credi tu che cambierà qualcosa tra 200-300 anni? Avremo sempre chi inventa la medicina per curare la malattia e chi il morbo da diffondere per governare le masse. Dovremmo disperderci nel mondo, che è grande, e creare micro comunità, ma prima o poi qualche vicino invidioso arriverebbe comunque a bussare alla porta con intenzioni bellicose. Sembra quindi che, in questo mare, occorra navigare. Ma se sei ancora sulla strada della ricerca e della speranza, fai bene. E la tua chiave luccica appesa al collo

Abissonauta ha detto...

La mia è una piccola chiave d'osso. Non luccica mica tanto. Però c'è. :)