domenica 1 luglio 2012

Cesare e l'Eremita


Nessuna levataccia. E già cominciamo bene.
Unica nota negativa: la Mirabolante Miripont, promotrice e madrina del tuffo, se ne torna a casa con le pinne nel sacco causa soppressione treno. 
“Ma Miri! Dovevamo fare PATATA POWER!”
“Non dirmi niente: sono allibita. E incazzata nera.”
Come darle torto?
Al Q18, a far gli onori di casa c’è Leda: “Mancavate solo voi.”
Mi piace. Mi piacciono i suoi modi sbrigativi; mi piace come porta il mare negli occhi.
E poi Cesare, con Dolcissima Badante e Pargolo, e Micio. Con me, ovviamente, c'è l’Omonero. Che combriccola.
Sul gommone:“Isuela?”
Io, che so, già rido. Cesare, Badante e Micio gridano E BASTA! in coro. Sono convincenti: si va all’Eremita.
Briefing: “ Il sito si chiama “Grotta dell’Eremita” perché, secondo la leggenda, un Eremita stabilì nella grotta laggiù a sinistra la sua dimora. Alla prima mareggiata cambiò idea.” 
Gluglù. Giù. E restiamo per un po’ sospesi a fluttuare sulla posidonia, in attesa. Scoprirò poi che Dolcissima Badante non riusciva a compensare, ma quei minuti così, a guardarci negli occhi, placidi come mucche al pascolo, hanno il potere magico di sciogliere in me ogni tensione.
L’Omonero mi svolazza vicino e, d’un tratto, non siamo più bestie che brucano, ma temerari paracadutisti appesi al cielo. Tanto che, quando Cesare fa segno di muoversi, quasi mi spiace.


Io e l’Omonero lo seguiamo docili come sappiamo essere solo in acqua.
Cesare conduce, disegna il percorso tra i massi, guida tra i passaggi più belli, tra le rocce ricoperte di parazoanthus e coralli e stelle e ricci e spugne; e ora ci indica una grossa cernia, ora una flabellina infinitesima. E mentre lo fa, che altro fa? CANTA! per un attimo, l’Omonero pensa…




Un’ora laggiù, sessanta minuti tondi, senza fretta, senza pressione.
Risaliamo tra castagnole e salpe e saraghi; in sosta notiamo, proprio sotto il gommone, un bel gruppo di cernie, mentre in superficie galleggia un polmone di mare.
E poi il pranzo, gnocchetti alla ricotta e acciughe fritte tra le risate e i racconti di tuffi e di viaggi.
Ero così appagata, così felice che i sei piani a piedi con l’attrezzatura sulla schiena non li ho quasi sentiti.


3 commenti:

Omonero ha detto...

Brava brava brava!

Raffy ha detto...

:-) beeeeeeeeeeeeeeeelo! Mi sento rilassata pur'io!

abissonauta ha detto...

:)