sabato 27 luglio 2013

Alla faccia di Bukowski

“Li odiai a prima vista, tutti lì seduti a fare gli intelligenti e i superiori. Si annullavano a vicenda. La cosa peggiore per uno scrittore è conoscere un altro scrittore, o peggio ancora, conoscere parecchi altri scrittori. Come mosche sullo stesso stronzo.”

Così scriveva  Bukowski (il brano è tratto da Donne) e io spero che avesse torto. Ma proprio torto marcio, perché noi meritiamo di fare faville!
Noi chi? Noi de I Sognatori, la prima Factory Editoriale italiana. 


Suona bene, eh? 
La Prima Factory Editoriale Italiana! 
Divento più alta quando lo dico.

Siamo tanti (l’obiettivo è cento, e ci stiamo lavorando), siamo belli anche quando siamo brutti, siamo giovani anche quando siamo vecchi.

Che facciamo? Scriviamo storie, ma non è mica tutto lì. Ci aiutiamo a scriverle. Impariamo imparando e insegnando. Raccontiamo storie e raccontiamo a tutti che raccontiamo storie. Così poi le nostre storie qualcuno le legge. Sennò che le scriviamo a fare?

Volete sapere cosa stiamo combinando? Fate così: iscrivetevi alla nostra mailing list. Mandate una mail a info@casadeisognatori.com e dite ad Aldo Moscatelli, il nostro editore condottiero, che volete essere informati dei progressi della Factory. 

Noi vi manderemo (ogni tanto, con discrezione) un’email per dirvi che è uscito un libro nuovo o che stiamo organizzando un evento. 

Faremo un sacco di fantastiliardiscintillanticose.
Alla faccia di Bukowski.

2 commenti:

claudio di manao ha detto...

Bella la citazione anche se io li vedo, gli scrittori di Bukowski, lanciarsi istericamente un po' di cacca firmata. Non m'è mai capitato. spero che capiterà. Ogni writer che non lo ammetta è un bugiardo: all'origine del suo scrivere c'è una voglia sfrenata (e speriamo anche la capacità) di creare un mondo. E di farci cascare dentro il pubblico.
In quel SUO mondo. Non nel mondo di un altro.
L'autore e' un pifferaio magico che ti trascina dove vuole lui, non dove vogliono i suoi colleghi.


Che poi tra colleghi parta un certo feeling che non è solo quello lì, o una simbiosi, o una cooperazione basata sul reciproco rispetto e sostegno

che unendo le forze si amplino gli orizzonti mercantili
è cosa buona e giusta.

cioè
il contrario del mondo dove ti vuole trascinare Charles Bukowski

o no? :-)))








Michela Mamprin ha detto...

Fantastica!